Significato dei tatuaggi maori: ogni tanto chiediamoci il perchè

La cosa buffa è che molti si fanno fare dei tatuaggi sull’onda dell’entusiasmo, perchè l’hanno visto sul corpo del calciatore Tal de’ tali o sulla soubrette di terza categoria e sono rimasti abbagliati da disegni di cui non conoscono neppur il perchè. Allora copiano, portando immagini da giornaletti di copertina patinati in cui super fighi dell’ultima ora sfoggiano in pose improbabili i segni sul proprio corpo. Uno dei casi più diffusi sono i tatuaggi astratti come quelli Maori.

Perchè c’è un perchè

Una volta i tatuaggi raccontavano una storia, un passato. Oggi il ragazzino del quartiere bene di una grande città italiana si fa fare un tatuaggio aborigeno, magari indossando un cappellino da baseball al contrario ed i pantaloni calati come nel Bronx: ecco, non sa più chi è e dove sta andando. Non ha più una vera identità e la cerca negli altri. Non ascolterebbe mai una tarantella, anche se gli sarebbe assai più vicina di un rap newyorchese. Così magari decide di farsi fare un tatuaggio, senza molto senso se non quello di averlo perchè ce l’hanno gli altri.
Anche se non li si amano, ciò non significa che non possano essere ben fatti, oppure ben studiati e che non possano essere un qualcosa che ci accompagnerà, d’ora in avanti.
Il che dovrebbe presupporre una scelta convinta, non solo dalla squadra del cuore, dal gruppo preferito, dalla ragazzina che ci piace. Non si dimentichi che bisogna davvero essere convinti: se si vuole andare in Giappone e dormire negli ‘hotel loculi’, con le stanze larghe pochi centimetri oltre il corpo, i tatuati non sono ammessi. In Giappone solo i mafiosi si tatuano.

Il significato dei tatuaggi

I tatuaggi, quindi, diventatano troppo spesso un copiare qualcosa di qualcun altro. Troppo raramente sono un ricordo o qualcosa che si vuole rendere indelebile. Senza dubbio dovremmo, prima di marchiare la pelle praticamente a vita, conoscere il significato dei disegni che intendiamo sfoggiare. Che senso ha per un ragazzo dei Parioli o del Tufello, pavoneggiarsi con un tatuaggio Maori? Ne conosce, forse il significato, o gli piaceva semplicemente la forma?
Per i Maori, popolazione aborigena della Polinesia, nel nord della Nuova Zelanda, il tatuaggio non è qualcosa di estetico da ostentare, ma una parte integrante di un rituale che segna il passaggio dalla vita del fanciullo a quella dell’adulto. C’è un vero e proprio significato dei tatuaggi maori. Sotto il mento per le donne e sulla faccia per gli uomini. Ne garantiscono l’appartenza ad una categoria, spesso di guerrieri e sono in continuo divenire, dall’esordio sul corpo all’ultimo giorno da guerriero. Quello che poi è ancora più forte ed impegnativo è il fatto che vengano effettuati a mano, con un ago molto spesso in maniera ancora più dolorosa dei nostri e che rimangono sporgenti alcuni millimetri sopra la pelle. Dovrebbe farci pensare, poi, il fatto che nessun Maori tatuerebbe con i simboli più sacri un non-Maori.
Allora chi siamo noi per scegliere una forma piuttosto che un’altra, senza sapere cosa significhi per sfoggiarla in un’hamburgheria mentre ingurgidiamo bibite gassate?

Scroll To Top